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Scienza
occidentale e scienza orientale
Fino
a tempi recenti la visione del mondo è stata condizionata dalla fisica
classica che paragona tutto ciò che esiste in natura a dei macchinari,
scomponibili in parti diverse. Questa visione delle cose ha la sua radice
nella filosofia degli atomisti greci - Democrito, Leucippo e altri - i
quali hanno visto la materia come composta da una serie di strutture
basilari: gli atomi.
Si è così formata la teoria degli atomi mossi da
forze esterne, fondamentalmente differenti dalla materia, spesso di natura
spirituale. Attraverso i secoli questa immagine è divenuta parte
integrante del pensiero occidentale, un concetto indispensabile per potere
comprendere il dualismo tra spirito e materia, tra mente e corpo, che
tanto ha condizionato il nostro modo di concepire la realtà.
Questo
dualismo ha probabilmente raggiunto il suo acme nella filosofia di
Descartes, il quale basa la sua visione della natura su una divisione
sostanziale in due campi diversi e separati, quello della mente (res
cogitans) e quello della materia (res extensa). Questa suddivisione
cartesiana ha permesso agli scienziati di trattare la materia come una
sostanza inerte, morta e di vedere il mondo come una moltitudine di
oggetti diversi, riuniti in una macchina immensa. Su questa base Newton ha
tracciato le fondamenta della fisica moderna.
Anche
nella medicina si è seguita la stessa tendenza e si è così formata la
medicina moderna, che considera l’uomo come una macchina nella quale
sono assemblati i diversi organi. La scienza medica ha ritenuto di potere
curare ciascun organo separatamente, senza troppo badare alla connessione
che ogni singola parte ha con l’intera struttura del corpo e con
l'ambiente in cui vive. Soprattutto i sentimenti, le emozioni e il campo
della psiche in generale, poichè di natura immateriale, sono stati
ritenuti completamente avulsi dalla realtà fisica e dai problemi della
salute e della malattia del corpo.
Il
pensero orientale classico, specie quello Indu, quello Buddista e quello
Taoista, si è invece sviluppato in forma diametralmente opposta a quello
occidentale, ritenendo che i fenomeni dell’universo costituiscano una
parte integrante di un ‘tutto’ inseparabile ed armonioso. Stando a
questa visione del mondo, ogni cosa ed ogni evento percepito dai sensi è
profondamente ed indissolubilmente connesso con il tutto; anzi, non è
altro che una diversa manifestazione della stessa realtà ultima.
La
nostra tendenza a suddividere il mondo che percepiamo in categorie
separate e a credere che noi stessi siamo identità separate, isolati e
divisi gli uni dagli altri è, dal punto di vista orientale, solamente
un’illusione, l'errore fondamentale che il nostro intelletto compie e
che ci impedisce di avanzare verso la vera conoscenza.
La
scienza della vita
L’Ayurveda
è il sistema di medicina Indu. Questo nome è composto da due parole ed
etimologicamente significa scienza (veda) della vita (ayu). Lo scopo
principale di questa scienza medica è quello di mantenere il corpo e la
mente in uno stato di equilibrio perfetto, dal quale deriva la salute. Il
più esauriente compendio di Ayurveda - giunto fino ai nostri giorni - è
il Charaka Samhita, il cui autore, Charaka, sostiene di averlo a sua volta
appreso da una tradizione di maestri e di averlo condensato per renderlo
più facilemente apprendibile. Questo testo fornisce lo schema generale al
quale si attengono ancora oggi tutti coloro che desiderano apprendere
l'Ayurveda.
Le
Cinque Energie Primarie (MahaBhuta)
Secondo
la visione di Charaka, le forme e le funzioni dei tre regni vegetale,
animale e minerale sono tutte manifestazioni diverse della materia,
riconducibili a cinque condizioni fondamentali, conosciute con il nome di
Cinque Energie Primarie (Pancha Maha Bhuta). Questi tre regni
costituiscono delle aggregazioni non casuali ma determinate dalla legge
dell’azione (karma) e posseggono un ego imprigionato di ogni diversa
struttura, desideroso di liberarsi della parte materiale per poter
raggiungere uno stato di beatitudine (Mokhsa) o emancipazione. Le Cinque
Energie Primarie sono:
La
Terra (Prithvi) o ciò che è solido
L'Acqua
(Appu) o ciò che è liquido
Il
Fuoco (Tej) o l’energia radiante
L'Aria
(Vayu) o lo stato gassoso
L'Etere
(Akasha) o il cielo
Queste
cinque forze primordiali della filosofia Indu sono dunque diverse dagli
elementi di cui parla la filosofia occidentale: tutte le sostanze sono
composte dalle Cinque Energie Primarie che si unificano, fondendosi tra di
loro in ordine diverso.

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