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L’Essenza
della digestione (Ojas)
L’Essenza
(Ojas) è l'elemento che mantiene l'equilibrio di tutti i tessuti del
corpo (Dhatu). Non è possibile vivere senza di essa e per produrne una
buona quantità c’è bisogno di una buona digestione. A sua volta, una
buona quantità di Essenza determina una buona digestione. Tutto ciò che
aumenta l’energia primaria Vento (V) diminuisce l’Essenza: cibo secco
o vecchio, una esposizione eccessiva ai raggi solari, preoccupazioni o
paure, dormire poco, l’età avanzata. Poichè l’Ojas si forma dal
tessuto riproduttivo (Suklam), la perdita di sperma deteriora l’Ojas più
della perdita di qualsiasi altro tessuto (Dhatu). Per questo motivo
l’Ayurveda pone dei limiti alla frequenza dei rapporti sessuali permessi
ad un individuo.
Il potere
della digestione fornito dall’Essenza all’organismo, non si limita
all’aspetto fisico della digestione. Una delle funzioni importanti
dell’Essenza è costituita anche dalla sua capacità di interpretare in
maniera appropriata i dati sensoriali e di controllare le proprie
emozioni. In questo modo, mente e corpo sono strettamente legati insieme,
l’equilibrio della prima diviene indispensabile per l’equilibrio del
secondo e viceversa. Agendo sul processo digestivo, diviene inoltre
possibile influenzare la mente, dandole un funzionamento armonico.
Il
processo digestivo
Dopo la
sua assunzione, il cibo viene classificato nella bocca da quel tipo di
energia fisiologica Acqua (K) che risiede nella gola (Kledaka Kapham). La
classificazione e la distribuzione del cibo avviene infatti in relazione a
sei differenti sapori: dolce, aspro, salato, piccante, amaro e
astringente.
Il
sapore dolce è nutriente e ringiovanente, ha proprietà rinfrescanti ed
aumenta l’elemento Acqua (K) della fisiologia. Arreca salute al corpo ma
il suo eccesso favorisce vermi e parassiti intestinali, problemi del
tratto urinario, ingrossamento delle ghiandole;
Il
sapore aspro produce un aumento della salivazione, stimola l’appetito,
rende la mente più acuta, rafforza gli organi di senso, provoca
secrezione e salivazione;
Con il
sapore salato si purificano tutti i condotti fisiologici e si produce una
certa secchezza in tutto il corpo. Il salato facilita la digestione, è
antispasmodico e lassativo, favorisce la salivazione, annulla gli effetti
degli altri gusti, trattiene l'acqua;
Il
sapore piccante produce una sensazione di bruciore sulla lingua. Questo
sapore pulisce e purifica la bocca e i condotti del corpo, favorisce la
digestione e l’assimilazione, depura il sangue, cura le malattie della
pelle;
Il
sapore amaro agisce come germicida e antitossico. Può essere usato come
antidoto contro gli svenimenti, il prurito ed i bruciori del corpo.
Inoltre aumenta gli altri gusti;
Il
sapore astringente svolge un’azione sedativa, favorisce la stitichezza,
provoca la contrazione dei vasi sanguigni e la coagulazione del sangue.
La
trasformazione del cibo nei diversi tessuti (Dhatvagni) viene regolata
dalle energie del fuoco della digestione (Agni).
Il cibo
viene trasportato in basso dall’energia fisiologica Aria (V) fino a
raggiungere lo stomaco. Dallo stomaco passa nel duodeno, dove viene
trasformato dal fuoco dello stomaco (Jatharagni) a cui appartiene il
principio della trasformazione e che provvede a convertire il cibo assunto
in un prodotto uniforme (Ahara rasa). Poi, il Fuoco della fisiologia (P)
agisce su questo derivato, separandolo dalla parte escretoria, destinata
ad essere eliminata attraverso le feci, l'urina, ecc... Può così entrare
in azione il fuoco dei sette tessuti (Dhatvagni), che si divide a sua
volta in sette fuochi diversi, ciascuno dei quali estrae dal cibo gli
elementi necessari al miglioramento del corrispondente tessuto. E’ la
volta del fuoco digestivo degli elementi primari (Bhutagni), che si divide
a sua volta in cinque tipi di fuoco diversi, ciascuno dei quali digerisce
il diverso elemento di base (Bhuta) corrispondente presente nel cibo.
Questo fuoco digestivo si occupa inoltre della trasformazione delle
sostanze necessarie per il funzionamento degli organi di senso.
La
malattia
Ci sono
tre tipi di malattie:
quelle
fisiche, causate da una condizione anormale della fisiologia;
quelle
accidentali, causate da fatti esterni: fuoco, veleno, traumi subiti,
percosse, ecc...;
quelle
mentali, causate dall’incapacità di ottenere gli oggetti del proprio
desiderio oppure dal possesso di quelli che non si desiderano.
Anche
le possibili sedi della malattia sono tre:
Una
sede esterna della malattia, costituita dai diversi tessuti. A questa sede
appartengono malattie come ulcere, tubercoli, alcuni tipi di tumore,
verruche, escrescenze carnose, lebbra, macchie scure sulle guance ed altre
malattie di questo tipo.
Una
sede costituita dalle tre parti vitali, ano, cuore e cervello nonché
dalle giunture delle ossa, comprese le arterie e le vene che sono
attaccate a queste. A questa seconda sede appartengono malattie come
dolori degli arti, contrazioni spasmodiche, paralisi facciale, consunzione
polmonare, tisi, dolori delle ossa.
Una
sede interna della malattia che comprende i canali alimentari e le diverse
parti che li costituiscono, cioè:
il
tratto dove rimane il cibo non digerito (Amacaya)
il luogo dove si trovano i succhi gastrici (Agnicaya)
il tratto dove sosta il cibo digerito (Pakwacaya)
A
questa sede interna appartengono malattie come la febbre con diarrea,
nausea, timpaniti, colera e diarrea colerica, asma, consunzione,
singhiozzo, soppressione dell'urina, tumori interni, emorroidi, ascessi.

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